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La sboccatura dello spumante: cos’è e a cosa serve

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LA SBOCCATURA DELLO SPUMANTE: COS'È E A COSA SERVE

Parliamo di sboccatura dello spumante, un procedimento fondamentale per i vini prodotti in metodo classico

Il metodo classico, anche noto come méthode champenoise (derivato dalla regione francese dello Champagne), è un processo di produzione del vino spumante che consiste nell’indurre la rifermentazione in bottiglia, attraverso l’introduzione del cosiddetto liqueur de tirage. Quest’ultimo, altro non è che una miscela aggiunta alla cuvée dei vini-base costituita da vino, zucchero di canna, lieviti selezionati e sostanze minerali.

Le fasi di produzione del metodo classico sono nove: nascita del nuovo vino, assemblaggio, imbottigliamento, presa di spuma, affinamento, scuotimento, sboccatura, dosaggio e, infine, tappatura, etichettatura ed affinamento.

Con questo metodo si ottengono i vini con spuma molto fine e persistente. Caratteristiche di questa tipologia di vino sono i profumi delicati, sottili, caratteristici e che ricordano un po’ i lieviti. Il loro gusto resta molto fresco, a tratti acidulo, ma nel complesso molto fine e delicato.

Tra tutte le fasi di produzione metodo classico, quella della sboccatura è certo tra le più importanti. Vediamo insieme perché

Cos’è la sboccatura dello spumante?

La sboccatura dello spumante è quella fase che prevede l’eliminazione del tappo a corona (molto utilizzati i tappi corona 29, ma anche di altre misure) insieme ai residui di fermentazione contenuti nella bidule. Nei tempi antichi, questa pratica veniva condotta da operatori che effettuavano in maniera completamente manuale la stappatura delle bottiglie (à la volée).

Come funziona la sboccatura dello spumante

In questa operazione, molto delicata, era necessario garantire che il tappo con bidule venisse espulso insieme ai residui fissi della fermentazione e, allo stesso tempo, bisognava ridurre al minimo la fuoriuscita del liquido pregiato.

Oggi non si ricorre più alla sboccatura à la volée, ma bensì à la glacée, la quale prevede il congelamento del collo della bottiglia per cui viene utilizzata una soluzione satura di sali. Per effettuarla oggi vi sono dei nastri trasportatori che conducono le bottiglie, ovviamente in posizione verticale, verso la zona di congelamento. Le bottiglie con il collo congelato vengono poi ruotate di 180 gradi, fase di raddrizzamento, e vengono stappate in maniera completamente automatica.

Sboccatura dello spumante

Così facendo, la parte congelata, grazie alla pressione presente all’interno della bottiglia, verrà espulsa insieme ai residui solidi dovuti alla fermentazione.

L’epoca della sboccatura deve sempre essere riportata sulla bottiglia, in quanto consente al consumatore di controllare che il vino non resti troppo tempo sugli scaffali di enoteche e / o supermercati.

In linea di massima, gli spumanti prodotti con metodo classico devono essere consumati entro 6 o 12 mesi dalla data di sboccatura.

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