IL BICCHIERINO RUSSO PER LA VODKA:
TRA COSTUME E CULTURA

In Russia il bicchierino (comunemente noto come STAKAN o, in gergo, “STOPKA”) è stato introdotto sul mercato l’11 settembre 1943, su disegno della nota scultrice Vera Muchina, che ha dovuto frenare la Sua creatività a causa dei rigidi parametri tecnici e delle specifiche esigenze di utilizzo. Le misure, le dimensioni, la forma, il tipo di design del vetro, infatti dovevano in primis essere funzionali all’uso dello “STAKAN” nella ristorazione. Secondariamente, il bicchierino doveva essere compatibile con il lavaggio nelle prime lavastoviglie create ad hoc dagli ingegneri sovietici. Non poteva avere una forma arrotondata, per non cadere facilmente dal tavolo; la sfaccettatura non rappresentava un vezzo estetico, ma un modo per conferire resistenza all’oggetto, renderlo più solido e maggiormente durevole. Negli anni però, le esigenze tecniche di un tempo hanno ceduto il passo alla tradizione,  alla cultura e alla storia e hanno trasformato un semplice contenitore di vetro in un oggetto di culto. 

È l’uso che del bicchiere è stato fatto che ha permesso tutto questo: è stato inserito nei primi distributori automatici per acqua e kvass (tipica bevanda russa di pane nero fermentato), nelle scuole, negli asili, nelle stazioni e, per tale ragione, è diventato un integratore sociale, un mezzo per favorire la condivisione tra più persone e per vivere la quotidianità in Russia.